Andria di Anfusu

Messina, 1340 - primo quarto del XV sec.
Citazione da Bruni per prova
Andria di Anfusu, nato a Messina e giudice di Lentini, appartenente a famiglia di notai e cavalieri. I suoi versi lasciano intravvedere lo stimolo esercitato su di lui, come sui tre volgarizzatori del tempo di Federico III, dalla corte. L'argomento, tratto dall'attualità, è inserito dall'Anfusu in uno schema culturale. Lo dimostrano la citazione di «Ovidiu» e dei «soy vulumi» al v. 39 e, soprattutto, nella parte finale, i pensieri di religione suscitati come di consueto dall'evento calamitoso. Egli chiede infatti la protezione divina e si appella a S. Agata, protettrice di Catania. In tal modo l'Anfusu descrive ampiamente, con precisione cronachistica, l'eruzione vulcanica, elenca le località interessate, e insieme, attraverso la mediazione letteraria e ancor più il filtro dell'interpretazione religiosa, riconduce il quotidiano al controllo delle categorie etiche e culturali.

 

Bibliografia

  • Fodale 1980 = Salvatore Fodale, Un documento inedito su Andria di Anfusu, in «Bollettino del Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani», 14, 1980, pp. 413-416.